Il perfetto sabato sera

apparecchiando la tavola

Ho un vizio, uno dei tanti, e oggi ho deciso di confessarlo.

L’altra tante già sospetta qualcosa, i miei genitori ne sono ormai consapevoli e i semplici conoscenti credono che sia una scusa per nascondere malefatte ben più gravi.

Il sabato sera, che sia inverno o che sia estate, mi piace passarlo a modo mio.

E questo implica l’avverarsi di alcune condizioni, l’allineamento di costellazioni nonchè un congruo aiuto da tutte le divinità presenti e non.

Sabato scorso, dopo svariate settimane, ce l’ho fatta.

Casa libera, squisitamente vacante (come direbbe il mio adorato Camilleri); giornata di sole, frigo rifornito a sufficienza dalla spesa mattutina al mercato di Chieri.

Le voglie.

E sì, perchè il mio vizietto del sabato sera è un po’ malato e un pò perverso, fino a sfiorare l’erotismo!

Mi cocccolo:  io, donna/ragazza/entità umana che si trova a vivere questa vita in questo mondo.

Singol, oppure come dice mia mamma, zitella. In ogni caso, sola.

Il perfetto sabato sera lo passo con me stessa.

E così sconvolgo tutti, i miei genitori che rimangono allibiti davanti al mio spadellare così preciso e definito: non possono immaginare quanta cura possa mettere nella scelta di una bottiglia dalla cantina e soprattutto quanto poi riesca a godermi quella cena, quasi un rito direi, che amo eseguire con dovizia di particolari tutte le volte che ne ho occasione.

Sabato scorso l’umore non era granchè, e in questi casi ho solo una soluzione: ricorro alle mie droghe, quelle potenti, quelle che riescono a tirarmi su anche in una nebbiosa giornata di fine novembre…i carboidrati!

Ma prima giretto di ricognizione in cantina: fuori fa caldo, ma ho voglia di rosso (come sempre direi).

il Rubino di Cantavenna

Scelgo una bottiglia di Rubino di Cantavenna, un vino che amo più per il legame affettivo che per le sue particolari caratteristiche tecniche. In ogni caso è un buon vino, prodotto con uva barbera dal 70 al 90% e con le restanti percentuali da uve freisa o grignolino.

Insomma, si gioca in casa!

Piatto forte della mia cena: una quiche versione “ti tiro su il morale”. E scusate se mi permetto, ma se volete preparare un piatto da poter, a onor del vero, chiamare così, allora c’è una sola ricetta ed è quella di Christophe Felder (come sostengono autorevoli fonti della blog-sfera, vedi http://www.cavolettodibruxelles.it/ ):

Pate à quiche

farina 200 gr
sale 5 gr
burro 90 gr
uovo 1
acqua 20 gr

Il ripieno può essere più fantasioso, con un solo consiglio: non esagerare. Io ci ho messo un bel ciulot (traduzione: cipollotto, per i non piemontesi) saltato con due zucchine, due uova sbattute con sale, pepe nero e latte e qualche fetta di prosciutto crudo di Parma in superficie per dare croccantezza.

Il tutto accompagnato da un mazzetto di rucola e noci, e per dessert una tazza di ciliegie di Pecetto.

la quiche è pronta

Allora, zitella a chi???!!!

La tante A.

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4 risposte a “Il perfetto sabato sera

    • Grazie! Sicuramente la passione è l’ingrediente principale in cucina, come in ogni momento della nostra vita, ma ognuno la trova nei posti più inaspettati…inizia a cercarla e sono certa che salterà fuori!
      A.

  1. proverò la tua quiche, anche se dovrò mettere il burro di nascosto, ma forse è proprio quello il tocco che manca alla mia!
    in effetti non mi sembra tu abbia molto della tipica zitella, a parte unacomponente sana: ricercare a volte anche un po’ di solitudine.
    complimenti per le foto!
    p

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