Ristorante giapponese: istruzioni per l’uso

Ecco cosa dovete sapere prima di prenotare in un ristorante giapponese:

– Le bacchette: temute, perchè non conosciute. Mangiare con le bacchette non è poi così difficile e, dopo i primi bocconi, tutti riescono nell’impresa.
Se siete in un posto informale (sushi bar) il sushi può essere mangiato con le mani: un vero sollievo… e una salvezza per il riso!
Come si tengono le bacchette:

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Non angosciatevi: provate… E ricordatevi che nei veri ristoranti nipponici forchetta e coltello non esistono!

– Zuppa di miso:
Il miso è una pasta di soia fermentata che ha svariati usi in cucina, si utilizza spesso per marinare o gratinare. Alla base della zuppa di miso c’è un brodo fatto con scaglie di tonno essiccato (katsuobushi ) e alga konbu. In questo brodo si scioglie la pasta di miso per avere la zuppa, a cui si possono aggiungere cubetti di tofu  ed altre alghe.

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– Sushi: pesce crudo servito insieme al riso. In origine, i giapponesi usavano conservare il pesce salandolo e mettendolo poi nel riso fermentato. Da qui la versione moderna: una polpettina di riso bollito e condito con acidulato di riso con sopra una fetta di pesce crudo (nigiri) o un involtino con pesce al centro, riso intorno e una foglia di alga all’esterno (maki).
Quando lo passate nella salsa di soia, è importante che sia il pesce ad essere in contatto con la salsa e non il riso, che una volta ammollato si disintegrerebbe sotto ai vostri occhi. La salsa di soia è un condimento per il pesce e non per il riso!

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– Sashimi: pesce crudo tagliato con una tecnica particolare di sfilettamento. Va sempre mangiato con le bacchette e condito passandolo leggermente nella salsa di soia.

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– Salsa di soia: proveniente dalla Cina, è una salsa  fermentata ottenuta da soia, grano tostato, acqua e sale.
La salsa di soia va versata nell’apposito scodellino, in piccole quantità, giusto da coprire il fondo del recipiente, per poter più facilmente bagnare il pesce, ma solo da un lato.
Nella salsa di soia è possibile sciogliere una punta di wasabi (una pasta verde very spiced servita insieme al pesce crudo), così da rendere il condimento un po’ piccante, ma attenzione a non esagerare.

– Zenzero in salamoia: fettine sottilissime di zenzero, gusto deciso, che rinfresca e pulisce il palato. Si mangia tra due tipi di sushi o sashimi diversi, per non mischiare in bocca i gusti di pesce… Buonissimo!

– Birra: Le marche più famose e consumate sono la Sapporo, la Suntory, la Asahi e la Kirin. Per quanto io non sia una grande amante della birra, quella che mi piace di più è la Kirin, dal gusto più fresco, mentre La Tante A. sceglierebbe senza dubbio la Asahi, più secca.

– Sake: bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del riso. Ve ne sono di moltissime marche, a seconda della ragione si provenienza. Si beve in bicchieri di terracotta, è servito in tavola dentro a piccole bottiglie, anche queste di terracotta, dove il sake è stato fatto scaldare a bagno maria. Di solito si serve caldo, ma alcune varietà, soprattutto d’estate, si possono servire fredde, anche con ghiaccio. Il sake può essere bevuto come aperitivo o durante il pasto, ma non va bevuto mangiando riso.

E per finire… Ecco una piccola guida illustrata del sushi che ho trovato sul sito http://www.peterarkle.com

Cosa si deve fare:

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Cosa non si deve fare:

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E adesso che la cucina e il galateo giapponese non hanno più segreti… È ora di andare da Shizen!

La Tante C.

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2 risposte a “Ristorante giapponese: istruzioni per l’uso

    • Grazie! Anche a me mancano le nostre cenette…e non solo quelle nipponiche!
      In anteprima ai nostri lettori…nn perdetevi lo speciale di lunedì sull’esperienza culinaria speciale di una tante la domenica, tra i monti….
      La Tante C.

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