Zeppegno VS Savio

Cos’hanno in comune: entrambe portano il cognome del pasticcere, il Signor Z. ed il Signor S. sono due uomini sulla sessantina, abilissimi nel loro mestiere, schivi ed attenti. Sono pasticcerie di paese, Z. è a Pino Torinese (mia terra natia) mentre S. si trova a Chieri; le mogli dei due artisti stanno in cassa, letteralmente inchiodate a dare resti e a NON sorridere ai clienti (l’unica pecca di questi mausolei della pasticceria…anche se la Signora S. una sera ha ceduto e ha mostrato un sorriso sincero!); la domenica è il giorno più bello per frequentarle, ma io non ci vado mai…il lunedì sono rigorosamente chiuse e la sera alle 20 al massimo ti sbattono amabilmente fuori dalla porta. Due locali eleganti e piacevoli al punto giusto, onesti e mai deludenti.

Delizie del palato

Zeppegno nasce come pasticciere alla Crocetta, chiccoso quartiere torinese, poi decide di trasferirsi in collina proprio quando la giovane sottoscritta inizia a sperimentare i piaceri del cibo: è da subito amore, che inizia con la pasticceria fresca, quella rigorosamente torinese, dalle bignole del diametro di un centimetro, mai di più. E’ un trionfo di sapori perfetti, di dolcezze equilibrate e di colori lucenti. Da ragazzina, nei pomeriggi invernali, amavo coccolarmi con un thè caldo, seduta sulla piccola panca di fronte ad uno dei soli tre tavolini presenti ed ordinare un piattino di bignè…che delizia! Il caffè è buono (Illy), il cappuccino anche e il succo d’arancia è spremuto fresco. Da Z. si va a fare colazione, perché non puoi resistere alla vetrinetta con le brioches: i cornetti di ogni genere, le crostatine di pasta frolla con la marmellata di mirtilli, la vaporosa e sublime viennese con la granella di zucchero; poi ci sono i panini semi-dolci farciti da un ottimo battuto di tonno e carciofini, ma anche solo con il prosciutto cotto di qualità eccellente.

Da Z. trovi anche il cioccolato, i gianduiotti e le caramelle Leone o Caffarel…come nelle pasticcerie di una volta. A Pasqua fanno una Colomba da mutuo e a Natale un panettone discreto.

Ma il podio è occupato da due semplici preparazioni, quasi plebee direi…che però il Signor Z. produce a regola d’arte: il bombolone aka krapfen, ripieno di crema pasticcera, è da provare: soffice, per nulla unto, perfetto. La pizzetta rossa (che trovate solo a colazione perché poi sparisce dal banco) è stupefacente: venderei metà delle mie ricchezze per avere la ricetta di quel concerto di sapori, quell’elogio alla sobrietà che si coniuga con l’esplosione di pomodoro dolcissimo, olio corposo e mozzarella appena scurita: il tocco da genio sta nella pasta, che, povera me, mai riuscirò a riprodurre…è la pizza di un pasticcere, la migliore che io abbia mai assaggiato (e la riassaggio almeno una volta alla settimana, per esserne tutte le volte certa!)

Panna e fragole


Savio è noto per la grande e divina produzione della Focaccia Di Chieri, una sorta di pane dolce cotto al forno con una croccante crosticina di zucchero sbruciacchiato in superficie. E’ un dolce che piace a tutti, perché sono un pazzo potrebbe disdegnare un piatto così semplice ma altrettanto armonioso. Se un venerdì mattina chiami in pasticceria e ti risponde la spigolosa Signora S. , puoi tentare per ore di convincerla a tenerti da parte una focaccia per la sera ma che vuoi consumare l’indomani: si rifiuterà di farlo! Ci è passata mia zia, ci passano in tanti ogni giorno…e rischiano anche l’insulto! La si compra e la si mangia, preferibilmente la si ingerisce ancora prima di pagare in cassa…così sarà perfetta. In mattinata si trovano anche mini focaccine da intingere nel cappuccino…che bontà! Un’ altra opera del caro pasticcere è tanto semplice quanto libidinosa: dei grissini di pasta brisée arrotolati con pancetta coppata e pepe nero…una droga, non iniziate o sarete persi.

Da S. vado spesso a fare l’aperitivo con una mia amica buona forchetta: più che di aperitivo infatti si tratta di una cena iper-glucidica accompagnata da litri di Aperol Spritz…un vero danno alimentare, che però vale la pena sperimentare almeno una volta nella vita! Quando ti siedi da S., verso le sette di sera, aspettati di vedere arrivare sul tuo tavolino tutto ciò che vedi essere rimasto invenduto nella vetrina del salato: Signore e Signori, iniziamo con salatini, pizzette, grissini, continuiamo con panini affettati ripieni di ogni delizia del maiale o vegetariani, e poi i tramezzini e a volte anche le brioches salate. Quando riesci a fare chiusura, dopo avere pagato il conto ed essere in fase di detonazione, l’amabile Signora S. ti chiederà se vuoi un sacchetto per portare a casa ciò che è rimasto sul tuo tavolo, per poi, quando di buonumore, aggiungere in una bustina con qualche cornetto o sfogliatina della mattina… “da mangiare dopo cena” (come dice lei!)…ma quale cena??!!

La tante A. (in fase ipoglicemica e nostalgica)

Pasticceria Zeppegno, Via Roma 106 Pino Torinese

Pasticceria Savio, Via Principe Amedeo 22 Chieri

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2 risposte a “Zeppegno VS Savio

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