La Chardousë: un angolo di paradiso in questi week end cocenti…

Aurostrada Torino-Bardonecchia, uscita Oulx centro, una strada stretta in mezzo alla pineta e dopo un’ora di viaggio da Torino… Rifugio alpino La Chardousë: incredibile!

Il nome:
Citando direttamente la spiegazione che ne danno i gestori…
Il Rifugio Alpino La Chardousë prende il nome, in patois, del fiore della carlina che, secondo la tradizione, veniva appeso sulle porte o facciate delle case di montagna come amuleto contro le forze nefaste della notte e come augurio di buon auspicio. Per altri invece impediva il passaggio delle streghe o semplicemente veniva usato come cardo segnatempo, poiché il fiore rivela l’arrivo della pioggia.

La location:
Il rifugio si trova nella borgata Vazon… Casette in pietra e una chiesetta che sembrano un presepe… E una vista mozzafiato sulle montagne della valle: lo Chaberton, il Pic de rochebrune, il Fraiteve… Un solo colpo d’occhio per rimanere senza parole.

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L’ingresso è quello di una vecchia baita in pietra… All’interno una realtà meravigliosa… Al piano terra c’è la sala da pranzo, soffitti d’epoca, che sanno di montagna vera, tavoli in legno… Niente è lì per caso: un vero gioiello.

Il personale:
Schietto e sincero, gentile, attento. Claudio, in sala, gestisce il susseguirsi delle portate, coordina gli arrivi dei clienti, sempre sorridente, tranquillo e a suo agio… Ti senti subito a casa.
In cucina c’è Valentina, che ha fortemente creduto e creato questo angolo di paradiso e ha saputo dare al menù quel tocco in più che fa de La Chardouse un rifugio tres gourmand, amalgamando con maestria tradizioni e innovazione, per una cucina semplice, ma perfetta, senza sbavature: è tutto ciò che si può desiderare.
Splendidamente aiutata da Alice, una new entry che ha saputo cogliere l’essenza del locale e farla propria. Sempre sorridente, instancabile. La passione gliela si legge negli occhi, la bravura delle sue giovani mani si assapora nei piatti. È un’esperienza da vivere… Mentre Torino boccheggia nel caldo, qui si rinasce.

La mis en place:
C’è un menù fisso, che cambia ogni week end.
La freschezza e la qualità degli ingredienti è garantita, la riuscita dei piatti… Assoluta!

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Il pane:
Pane bianco che sa di montagna, pane ai cinque cereali dal gusto intenso, pane di segale veramente segale: freschi e morbidi, da gustare.

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Insalata russa:
Non sono un’amante di questo antipasto, così… Piemontese e tradizionale… E quando arriva ne prendo giusto uma forchettata, per assaggiarlo, per raccontarlo… Ma è di una bontà sorprendente: verdura croccante, maionese che amalgama i gusti… E la terrina si svuota velocemente…

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Tomini con la paprica dolce:
Formaggio che sa di latte, accompagnato da un condimento di olio e paprica dolce: insolito, curioso, ben riuscito e ottimamente completato dai semi di zucca, che danno quel tocco mordente al piatto.

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E dopo gli antipasti freddi ecco giungere trionfanti quelli caldi…

Taboulet pomodoro e menta:
Una portata insolita per la Val di Susa, non credo che in molti abbiano osato tanto da queste parti… Ma anche questa volta il riaultato è incredibile: cous-cous sgranato con maestria, per una consistenza impeccabile… Cipolla di tropea, pomodorini, uvetta, menta: sapori ben bilanciati, gusto completo, che non stufa… Perchè in ogni forchetta scopri qualcosa di nuovo…

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Frittata di zucchine:
Chiudete gli occhi e pensate a questo piatto… Ora apriteli, perché è tutta un’altra cosa: a metà tra una quiche e una frittata, cotta nel forno. Buonissima, non c’è nient’altro da dire.

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È giunto il momento della scelta: Zuppa di ceci, farro e carciofi o trippa e fagioli?
Neanche ora saprei cosa fare… Due gusti imparagonabili: più delicato e aromatizzato il primo, con la maggiorana che dà al piatto quello sprint che crea dipendenza;

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sapore più forte e deciso per il secondo, è trippa vera, del macellaio di fiducia, ci sono tutti i pezzi, un’opera d’arte…

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Comunque una scelta vincente. Legumi cotti al punto giusto, un cucchiaio tira l’altro… È già ora del dolce…

Torta pesche e cioccolato:
Fuori croccante… cuore morbido, pesche golose, dolce al punto giusto. Una bontà che lascia senza parole.

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Il tutto ottimamente accompagnato da una barbera che sa il fatto suo.

E dopo il caffè…

L’amaro della casa:
liquore a base di erbe, ottimo digestivo, non si poteva chiedere di meglio!

Al piano di sopra ci sono tre camere arredate con gusto, per chi decide di godere delle stelle della notte… Per ascoltare il silenzio…

Fuori un dehor: per il pranzo quando fa più caldo, per lasciarsi coccolare dal sole del primo pomeriggio…

Si possono fare delle belle passeggiate, più o meno impegnative: Claudio vi saprà consigliare.

D’inverno si arriva con le ciaspole, tutto qui ha un sapore più vero…

Prenotate per il prossimo week end, perchè è una domenica che lascia il segno!

La Tante C.

Indirizzi utili:
Rifugio alpino La Chardousë, Borgata Vazon 5, Oulx.
Tel: 3396085107 – 3389343937
Sito internet: http://www.rifugiolachardouse.it

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