Roma, 60 ore

Venerdì torinese, il termometro segna 3 gradi, la pioggia batte sulle tegole e sulle finestre della mia mansarda. Appena tornata da un fanstastico week-end romano, tutto questo grigio non aiuta di certo.

Roma: la nostra capitale, una città affascinante, completa, maestosa.

Oggi, alla soglia dei trentanni, viaggiatrice appassionata e solitaria, penso che proprio da lì è iniziato tutto:14 anni, quarta ginnasio, un’amica conosciuta in vacanza che mi propone di andare a trovarla a Roma e di approfittarne per assistere al concerto del primo maggio. Mi sentivo grande e coraggiosa, sull’intercity di FS che ci metteva sette ore e mezzo (ma era sempre in ritardo) da Torino, i panini al prosciutto e la coca cola, il walk-man e un diario dove scrivere. Tanti anni su e giù, il legame tra Torino e Roma si è rafforzato, ho iniziato a conoscere ed amare la città.

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Qui è già primavera!

Sono nate nuove amicizie, dal Belgio del mio erasmus quella che per me è stata una vera Famiglia, aveva ogni sua componente proprio a Roma.

Lunedì ho viaggiato con Italo, in prima classe, sorseggiando thè e gustando i biscotti di Montersino. Tutto è diverso, la velocità incredibile a cui viaggia il treno, il comfort e la disponibilità del personale. Ho comprato anche un libro in una Libreria fantastica: “Trattato di culinaria per donne tristi”. Ci sono ricette su come combattere i malumori, il tutto su uno sfondo di ironia ed ilarità.

Train

Train

Mentre fuori dal finestrino scorre la mia splendida Italia, non posso fare a meno di pensare che tutto è scritto, tutto è destino: però sta a noi goderne appieno.

Venerdì mi accoglie una serata brillante e la mia amica Silvia, sempre uguale, sempre lei, sempre noi.

Mi porta a cena al Pigneto, quartiere a est di San Giovanni, pochi anni fa ancora non così sviluppato: oggi è zona di locali, di trattorie e Silvia mi dice che d’estate è tutto un susseguirsi di tavoli, sedie e gente che passeggia: mi piace!

Siamo fameliche, come al solito, e I Porchettoni sono il posto giusto per due donzelle come noi, che non contano le calorie nè si preoccupano troppo del fianchetto sporgente.

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Porchettoni

Antipasti e primi piatti, tutto in linea con il locale: tris di mozzarelle ovvero bufala, burrata e stracciatella, da svenimento; poi prosciutto crudo, pecorino e coppiette (salamini sottilissimi e stagionati); un piatto di cicoria aglio olio e peperoncino che mi ricorderò fino alla morte. E poi il primo: gnocchetti di patate conditi con pesto e nduja…che accoppiata geniale, il piccante ed il basilico, la tenerezza della patata…perfetto. Accompagnamo con un bel litro di rosso sfuso, poi ancora un tiramisù divino à partager e per finire: grappa secca friulana a 50°. Usciamo sui gomiti!

Si va a ballare, si fa tardi, troppo tardi, e appena rientriamo a casa non riusciamo a resistere dal prepararci un maxi toast.

Il pranzo del sabato (h.15,30) rimaniamo leggere: il bar sotto casa ha anche un piccolo forno a legna dal quale nascono prodotti eccellenti: pizza rossa con acciughe e focaccia.

Per cena si cambia zona: San Lorenzo, uno dei locali preferiti della mia amica non delude,anzi. Per antipasto si prende un frittino di pasta fritta condita a mò di pizza e dei calzoncini ripieni di formaggio e biete; non resisto e ordino i tonnarelli cacio e pepe (che non sono altro che i miei adorati spaghetti alla chitarra!)…non avanzo nemmeno una briciola, sono buonissimi!

La domenica ce la prendiamo comoda: lunga colazione a casa tra chiacchiere e caffè, pranzetto home made con straccetti di carne rucola e pomodori, il tutto accompagnato dallo splendido pane del forno sotto casa.

La tappa del pomeriggio è obbligata: il tiramisù di Pompi, ovvero Il regno del tiramisù. Un mix tra un luna park e una sala da bingo: c’è talmente tante gente che si fa la fila e quando si libera un tavolo si viene chimati al microfono…Silvia per 3! Avanti il prossimo!

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Pompi

Ma il gioco vale la candela: il tiramisù classico, con pezzetti di cioccolato fondente, è un piacere vero ed intenso.

Arriva l’ora di cena: una cena speciale, con cinque amici che sono stati un pezzo importante della mia vita. Rivederli dopo tanti anni è qualcosa di così naturale e piacevole che mi fa sorridere il cuore. Hanno scelto il ristorante Maccheroni, in pieno centro, dietro Piazza del Pantheon: ordiniamo tutti la carbonara, che mi dicono essere una delle migliori della città. Al primo boccone mi commuovo, mai avrei pensato che un piatto di pasta così semplice e sdoganato potesse essere così pieno, equilibrato, armonioso e godurioso! Finisco l’intero piatto, con la sensazione per qualche minuto di non farcela, di poter perire felicemente dopo una prova così dura. Invece va tutto bene, e so già che quel piatto passerà nella mia top ten del “meglio mai mangiato”.

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I pini di Roma

Tornando verso l’auto, passeggiando con Silvia ed Eliana a braccetto, vedo Roma che inizia ad assopirsi, le strade senza traffico, la luce luminosa di una serata dal cielo terso…e sorrido per ogni istante trascorso qui e per ogni altro che avrò l’occasione di vivere.

La Tante A. loves Rome!

 

Qualche indirizzo utile:

I porchettoni der Pigneto

Pasticceria Pompi

Pagine e caffè

Osteria Rouge, Piazza dei Siculi 6

Ristorante Maccheroni

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