Pensieri di cucina

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Thai kitchen

Mattinata ai fornelli, finalmente! Spesa al mercato quasi all’alba, per aggiudicarmi frutta e verdura al top, poi negozio, poi casa: gestione menù, planning portate, e via, si comincia. Notebook sulla credenza, una delle mie migliori playlist di youtube a suonare per me, Semola ronfante sulla sedia, grembiule e solitudine…che altro?

Uno dei motivi che mi fa amare così tanto l’arte dello sfornellamento, è proprio la condizione mentale che ti fa trovare: devi essere attento ma non troppo in tiro, devi essere preciso ma non nevrotico, devi essere rapido ma non frettoloso, devi essere costante ma non meccanico.

La cucina è il luogo del perfetto bilanciamento, il luogo dove il giusto mezzo vive e prospera. Ogni eccesso, ogni volgarità, ogni mancanza di stile, emergono in modo prepotente tra le quattro mura della cuisine.

E poi c’è silenzio. Lo so, lo so che le cucine sono tra i luoghi più caotici del pianeta! Ma tu,cuoco, lavapiatti, chef de partie o anche semplice ed umile sguattero, riesci a mantenere un silenzio mentale da vero yogi, proprio in mezzo a quella babele di ordini, urla, piatti, pentole, fuochi.

Quello è un mondo toccato da una forma di pura e semplice beatitudine.

7 Luglio 2011, Alice quando ancora non era La Tante A.

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