Barbaresco Gaja 1999

Sabato sera.
Non un sabato sera qualunque, ma sabato 22 febbraio 2014: il giorno del nostro matrimonio.
Questa mattina alle 6 è suonata la sveglia: ho spalancato gli occhi, “oggi mi sposo”.
Mi manca il fiato per un attimo, poi mi alzo sicura. Mi sembra di rivivere le mattine degli esami all’università, quando la sveglia preannunciava giornate intense.
Barbaresco Gaja 1999. Lui mi versa il primo calice… bicchieri di cristallo in cui il rosso intenso scorre calmo.
Doccia e capelli, poi in cucina con una tazza di tè bollente. La mia tazza, la mia cucina, io sola, in silenzio come nelle tante mattine vissute da figlia.
Poi il suono del campanello: Amleto ancora un po’assonnato, Gloria già super attiva e la casa si anima e il giorno inizia.
Il vino rotea nei nostri Rediel, lo guardo colorare i bordi, affascinata. Rosso rubino, un rosso intenso in cui il mio sguardo si perde.
Il saluto della Tante A., il suo sorriso, il suo sguardo mi riempiono di gioia, interrompono il mio stato di apnea… e respiro.
Scendo le scale di casa sotto braccio di mio padre emozionato, davanti allo sguardo attento e commosso di mia madre.
Avvicino il vino al naso e ne sono travolta: un bouquet complesso, che ammalia e intriga, da studiare e scoprire.
Il vestito di seta avorio, pensato, disegnato, tagliato e cucito solo per me mi ricopre di sicurezza, le sue linee orientali mi avvolgono… e mi specchiano in me stessa. Brillo radiosa e scaldata dal sole.
Tabacco: questo barbaresco profuma di tabacco buono e di cuoio…
Gli ultimi passi verso l’altare. Sono talmemte emozionata che faccio fatica a guardarlo. I suoi occhi azzuri di amore, il muscolo massetere sotto tensione: è lui che scelgo, è lui che mi sceglie. Sono pronta a volare.
Inspiriamo la perfezione di  Gaja e brindiamo. A noi, che da oggi siamo sposi.
Poi è tutto in discesa verso la scelta più razionale, definitiva e felice della mia vita. Un anello che brilla anche nella sua mano.
Finalmente mi bagno le labbra su cui questa mattina brillava il rossetto, quelle labbra con cui tante volte l’ho baciato. Ci guardiamo negli occhi, perché è un vino speciale. Elegante, pieno e sicuro. Bosco e legno di sandalo.
Poi il ricevimento alla villa, ormai padroni della scena…
È tutto un susseguirsi di foto, sorrisi, bicchieri, in un menù che parla di noi, del nostro mondo.
Sorso dopo sorso, lenti, finalmente senza fretta, senza rumori, solo noi, nella nostra casa. Un vino che berresti all’infinito, completamente rapiti dalla sua perfezione.
Una torta nuziale che non dimenticheremo, amanti della Sacher anche quando la tradizione vorrebbe solo panna e un Dom Perignon 2004 per festeggiare. Una sciabolata che passerà alla storia.
Tannini sublimi, barbaresco dalla forte personalità e senza sbavature, avvolti in un’altra dimensione.
Il ballo finale è liberatorio, finalmente senza scarpe, senza gonna fino ai piedi, senza pensieri. Un ballo frenetico e scatenato, ritmi blues, la batteria che tiene il tempo, io con le mie amiche di sempre, infinitamente riconoscente, io con mia sorella Giulia coprotagonista indiscussa, Marco e Alberto che non si sono persi nemmeno una scena, io… felice come non mai.
Ancora un sorso, per fermare il tempo, per respirare un’aria leggera, per  continuare insieme a vivere in questo momento.

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La Tante C. che ha cominciato il suo volo

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